28 agosto 2015

Impariamo a scegliere il pesce

Il consumo di pesce e di prodotti ittici in Italia è di 25,9 kg pro capite all'anno. E non è poco, anche se raramente si raggiungono i quantitativi che noi nutrizionisti ci augureremmo cioè 2-3 porzioni alla settimana.
Tre quarti del pesce o dei prodotti ittici consumati nell’UE sono di origine selvatica e un quarto di allevamento.  
Anche se esistono oltre 20 specie di prodotti ittici ampiamente disponibili in Europa, il 42% del consumo si concentra solo su sei: tonno, merluzzo, salmone, merluzzo giallo, aringhe e cozze. Questo significa che non sempre il pesce ha il tempo di riprodursi, perciò sale il prezzo oppure viene importato dall'estero, anche da aree molto distanti da casa nostra. Più deve viaggiare, meno possibilità ci sono per garantirne la qualità. E quindi aumentano i rischi per il consumatore.
Se vari i tipo di pesce che metti nel piatto, migliori la qualità della tua alimentazione, ma permetti anche alla pesca locale di mantenersi, vendendo il pesce che altrimenti dovrebbero scartare, e puoi utilizzare un prodotto tracciabile. Bisogna imparare a scegliere il pesce giusto nella stagione giusta, ma basta poco per imparare.
Il pesce di allevamento, pur non raggiungendo la qualità di quello pescato, permette un consumo più regolare e comunque di un alimento controllato e di buona qualità. Anche in questo caso è importante scegliere, la qualità e non affidarsi alle promozioni esagerate.


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